lunedì, settembre 17, 2012

Sì, viaggiare

La metafora del viaggio intrapreso dall'Inter verso il rinnovamento rischia di essere rpesa troppo letteralmente.
Andiamo benissimo in trasferta e siamo penosi in casa.
Vista la situazione
Vista l'intenzione di costruire un nuovo stadio a breve
Visti anche i brillanti risultati casalinghi dei cuginastri
Propongo di far giocare sempre il Milan in casa e l'Inter in trasferta.
Sono convinto che i nostri abbonati si recherebbero volentieri a San Siro a veder perdere i rossoneri, quindi non ci sarebbe nemmeno il problema di dover restituire i soldi.

lunedì, settembre 03, 2012

Soffiare sulla polvere

Che è sia l'intenzione che ho con questo blog, che quello che ha fatto l'Inter quest'anno.

Diciamolo subito, penso che l'Inter si sia comportata male con alcuni dei suoi dipendenti, tutti quelli che, rifiutando la diminuzione dello stipendio, sono stati messi fuori rosa e allontanati bruscamente.

Certo, fare mobbing su di un metalmeccanico è cosa diversa rispetto a farlo su di un multimilionario, ed è prassi normale per i calciatori andare a chiedere un ritocco all'ingaggio in occasione di vittorie o di semplici mal di pancia, ma rimane il fatto che l'Internazionale F.C. ha compiuto un forzoso abbassamento del monte ingaggi ridiscutendo unilateralmente contratti firmati.

Detto questo, siamo all'anno meno uno (l'anno zero si sa, non esiste). Ieri sera di "eroi del triplete" erano rimasti in campo due vecchietti, Milito e Zanetti, e l'ultimo fuoriclasse, Sneijder.
8 Giocatori nuovi, allenatore nuovo, nuovo "progetto".
Certo, due anni in ritardo, ma si è voltato pagina.

Cosa c'è da aspettarsi da questa Inter? Beh, che faccia fatica a trovare un gioco e l'affiatamento tra i singoli.
Nella legnata di ieri sera con la Roma abbiamo giocato con Guarin, mezzo infortunato, che ha disputato meno di 1000 minuti con noi, in due anni, su 12 presenze totali; con Gargano che di partite ne ha giocate 2, e con Pereira, al debutto assoluto, peraltro nel ruolo di interno di centrocampo, lui che è un esterno alto/basso

La sconfitta è seccante ma non cambia nulla né dice nulla oltre a quello che ragionevolmente ci si poteva aspettare.

lunedì, maggio 07, 2012

Con la crisi si risparmia


 Da tempi non sospetti ho cambiato idea su Conte, prima mi colpiva solamente la sua simpatia pari a quella di un barboncino attaccato al cavallo dei pantaloni e lo ritenevo un pazzo idealista, con un 4-2-4 che solo tipo un Allegri in serata-no poteva azzardare. Poi vedendo come ha preso in mano una Juventus oggettivamente inferiore come organico al Milan e ha saputo trasmetterle una grinta invidiabile e pure un gioco niente male (anche se i paragoni col Barcellona sono di esclusiva competenza delle vedovelle inconsolabili, oggi tornate a scrivere un po' dovunque). Io speravo che beccasse un brutto rovescio nelle prime partite della stagione, in modo da far perdere sicurezza, ma questo non è accaduto e quindi i bianconeri si sono avviati verso un meritato ventottesimo scudetto.
Sulla querelle della terza stella ho già detto, commentare le parole del monociglione di casa Agnelli mi sembra inutile, è la famiglia che ha storicamente cercato di vincere ad ogni costo, mantiene lo stile.
Più interessante la differenza tra un vecchio cuore bianconero come Marotta ("30 scudetti") e Conte, che ieri sera alla DS sobillato dall'intervistatore che chiedeva a tutti "ma quanti sono?", ha risposto "per me è il primo, da allenatore è il primo".
Sarà anche una risposta politica ma è una bella risposta, non attizza il fuoco delle polemiche ed è sincera.

Anche voi lettori del blog siete magari in attesa che io parli della soddisfacente vittoria nel derby di ieri ma vi siete beccati il pippone sullo scudetto della Juventus. Son giorni così. E io ho risparmiato, un po' a malincuore, l'euro e venti per la Gazza. niete resconto del derby in cambio della rinuncia ai peana in bienchennero.









sabato, maggio 05, 2012

Titolo


E così la stagione sta finendo, solo due partite rimaste, una vaga idea di Europa League.
Stasera c'è il derby e tocca fare un favore a qualcuno.
Chi "scegliere"? Per quanto io sia consapevole che la mia scelta vale meno di zero, scrivo qui u paio di considerazioni.

Perdere il derby è male, altro che incrociare i flussi, quindi viva la sportività e battiamo il Milan.
C'è il non trascurabile effetto collaterale di spingere i rossoneri dal possibile Triplete al Pirlete, quindi perché no?

Ecco, in tempi non sospetti (nell'Era Gasperini per dire) ho detto che mi sarebbe piaciuto che non potendolo vincere, lo scudetto andasse alla Juventus. così che si curasse quest'ansia di vincere e capisse che era meglio farlo sui campi di calcio piuttosto che nei tribunali.
Una Juventus vincente, un titolo meritato, con la soddisfazione di aver battuto una squadra tecnicamente superiore, magari anche grazie all'aiutino di non disputare le coppe, ma mi sarebbe andato bene.

Però la Juve non sarebbe la Juve, e io temevo che avrebbero tirato fuori la storia della terzastella e dei trentascudetti, come puntualmente è stato fatto. Portando pure un po' di sfiga, vedi l'elegante stop di Buffon dell'ultima partita.

Quindi, anche se un po' di tifo gliel'avrei fatto a favore, vedendo una squadra orgogliosa delle proprie malefatte, mi passa subito.

Forza Inter e accada quel che deve accadere, ormai purtroppo non me ne importa più.

lunedì, aprile 23, 2012

Rebus

Frase (5, 5, 5, 9, 7, 4, 1, 4)

domenica, aprile 22, 2012

Coincidenze



Conte, prima di Roma - Juventus dichiara "è il momento di dare tutto"
Curioso, sono le stesse parole che ha detto a Carobbio prima di Novara-Siena...

giovedì, marzo 29, 2012

Possono perdere entrambe?

Tra quelli che si lamentano che il campo fa schifo e quelli che dicono che non giocheranno come l'Inter ma alla fine stanno 8 in difesa e palla lunga a Ibra ieri sera non sapevo proprio chi non tifare.

Diciamo che ieri era Barça, ma stamane pensandoci che i supercampionissimi del globo terracqueo le prendano da una squadra difesa e contropiede mi attira sempre più.

Comunque le partite di ieri possono essere sintetizzate così:

Il Bayern ha Robben, un giocatore di calcio che sembra un ragioniere, il Milan ha Robinho, un ragioniere che sembra un giocatore di calcio

lunedì, marzo 26, 2012

Troppo tempo, poco tempo


Bella Inter nel primo tempo, addirittura logica. Maicon che crossa dal fondo, Poli che marca Pirlo, Obi e Nagatomo che spingono (anche se difendono poco), due punte davanti.
Anche buon pressing, 5 parate di Buffon, non difficili, tutte palle che un bravo portiere prende, ma sembrava di vedere una partita tra due squadre di calcio.
Poi la disattenzione su angolo (4 interisti addosso a Vucinic mentre la palla arriva a Caceres) e il crollo psicologico.
Certo non hanno aiutato i cambi di Ranieri, fuori i due giovani, Poli e Obi, dentro un giovane terzino messo all'ala e un attaccante. Non si capisce come due maturi centrocampisti come Zanetti e Stankovic, più due giocatori fuori ruolo potessero reggere il confronto contro un centrocampo a 5 di corsa come quello juventino.
Ma Ranieri è così, non le sa leggere le partite.
Vittoria meritata della Juventus e aspettiamo la prossima partita, manca tanto alla fine della stagione

mercoledì, marzo 21, 2012

Cambiamenti

Dopo un po' che non scrivevo, riscrivo.



Visto che è tempo di rifondazione per l'Inter, ho fatto un esercizio di visione futura.
Con le informazioni che ho oggi, come sarà l'undici titolare tra due anni?

Proviamo:

Bardi
Nagatomo
Caldirola
Ranocchia
Faraoni
Obi
Poli (*)
Guarin (*)
Coutinho
Alvarez
Castaignos

Un bel 4-3-3.
Andremmo da qualche parte con un undici così?

(*) in prestito

giovedì, luglio 29, 2010

Caro Massimo


mi scuserai se ti do del tu, ma la familiarità comune con la nostra squadra, più tua che mia in effetti, mi spinge ad osare.

Ti scrivo per esporti il mio problema:
Attirato dai colori e grato per i risultati conseguiti, mi sono comprato una maglietta nerazzurra. Ho scelto anche il nome e il numero, quello di Crespo, che cosidero un grande campione. Peccato che l'anno dopo l'Inter l'abbia ceduto al Genoa: troppo vecchio, mi sono detto.
Quindi l'anno dopo ho investito su di un'altra maglia, questa volta col 45 di Balotelli, mio compaesano, grande talento, giovane, un investimento in pratica.
Ora ci saluta e se ne va al Man City di Man Cini, e io mi trovo con una maglia importabile allo stadio (e sì che la scorsa stagione l'ho sfoggiata, tra i mormorii degli antibalotelliani).
Ora, nel momento del riacquisto, ti chiedo consiglio su come investire i miei soldi nella fantasiosa maglietta sfocat... seghettata. Che numero devo prendere?
In alternativa ti faccio una proposta: ti mando indietro le due magliette in mio possesso e in cambio me ne mandi una tu, con un numero di tuo gradimento.
Confidando nel tuo fiuto calcistico, ti saluto con immutata stima

giovedì, giugno 24, 2010

Che Ma(r)cello



Peccato.
Già nel 2006, mentre eravamo ancora euforici per la vittoria mi ero posto il problema del futuro: non avremmo avuto più difesa, abbiamo vinto con Materazzi, chiaramente a fine carriera e Cananvaro, che avrebbe avuto 36 anni nel 2010.
Viene fuori che ero stato troppo ottimista. La vittoria di Berlino è stata la vittoria di un gruppo di giocatori all'apice della loro carriera: Buffon, Grosso, Materazzi, Cannavaro, Gattuso, Perrotta, Totti, se vogliamo anche Toni, a cui si sono aggiunti Barzagli e Zaccardo che pure per età ci potevano stare.
Il permaloso Lippi non potendo sopportare che gli rinfacciassero che amici e parenti manovravano il campionato in Italia, se ne andò sbattendo la porta, però con la ragione del vincitore "Provatevi voi a vincere senza di me".
Donadoni ha avuto un compito ingrato, messo lì di fretta doeva rifondare una squadra ma s'è visto quasi subito che gli stavano facendo terra bruciata attorno. Non so chi sia stato a lavorare per delegittimarlo ma non ha fatto molta fatica, il compito era oggettivamente difficile.
Dopo gli europei deludenti del 2008 si sono commessi gli errori che hanno condizionato la spedizione sudafricana: la federazione ha chiamato una persona che se ne era andata sbattendo la porta e Lippi ha accesttato di riprendere in mano la nazionale. Un errore da mancanza di coraggio e uno da eccesso di arroganza.
Macello Lippi ha ripreso in mano la nazionale senza rendersi conto che non poteva mandare in onda le repliche del 2006 ma avrebbe dovuto preparare una squadra nuova. La sua risposta a questo problema è stata: "Adesso vi faccio vedere io". Ecco, abbiamo appena visto.
Come selezionatore non è da condannare, ha fatto le sue scelte nel modo che sa fare, giocatori disposti a spendere tutto quel che hanno per lui. Non è che ci fosse molto di meglio in giro, non è nemmeno stato fatto crescere però.
Io avevo pronosticato un'uscita agli ottavi, mi sembrava adeguata al valore della squadra, ritengo che il mio pronostico sbagliato sia demerito di Lippi.
Non ha saputo mettere in campo la squadra: una cosa è il trasformismo dei moduli, un'altra la confusione (un solo esempio: due amichevoli sprecate a cercare di trasformare Marchisio in un trequartista); non ha saputo nemmeno infondere convinzione nei suoi uomini, 3 partite dell'Italia, 3 partite senza nerbo, senza convinzione, senza idee.
Ora arriva Prandelli, probabilmente l'uomo giusto per allevare una nuova generazione di giocatori, ce ne sono pochi degli attuali che rimarranno nel giro della nazionale, lasceranno sicuramente Gattuso, Camoranesi, Di Natale, Quagliarella, Cannavaro (che probabilmente ha anticipato l'uscita di scena), Zambrotta per limiti di età, non è da escludere anche qualche esclusione clamorosa, come Buffon.
Finisco con un grazie ai giocatori per averci provato, altrimenti sembra che mi accodi alle polemiche politiche su premi, stipendi e cazzate del genere, non lo faccio affatto.

domenica, maggio 23, 2010

giovedì, maggio 20, 2010

(In)certezze


C'è tanto, troppo, fastidioso parlare attorno all'Inter a due giorni dalla finale di Champions.

Io ho due "certezze"

  1. L'Inter non ha già vinto la finale di Champions, contro il Bayern sarà dura, visto che è l'archetipo della squadra tedesca: o la batti per bene o ti frega.
  2. Mourinho non ha deciso cosa fare dopo sabato sera, l'ha detto con troppa naturalezza perché sia una bugia
In ogni caso, ieri ho cominciato ufficialmente a pensare alla partita. La vedrò con tutta probabilità sul canale 501 del digitale terrestre, Rai HD.

lunedì, maggio 17, 2010

giovedì, aprile 29, 2010

mercoledì, aprile 21, 2010

venerdì, aprile 02, 2010

Cip Cip


Increscioso episodio nella stampa nazionale, l'uccellino di Del Piero (a sinistra nella foto) prende la parola al posto del capitano della Juventus e dichiara:
"Gli scudetti tolti alla Juve? Negli ultimi giorni ci sono state dichiarazioni che fanno pensare a qualcosa di diverso dalle sentenze. Quei due scudetti noi ce li sentiamo orgogliosamente nostri per come li abbiamo vinti sul campo e mi auguro che vengano riconosciuti anche a livello globale"
in riferimento alla scoperta che tra le 51.000 telefonate intercettate a Bergamo ce n'erano anche di Facchetti ma non sono state trascritte dagli inquirenti.
Ecco, io dico che se ce ne fossero tali da provare illeciti dell'Inter, che le venisse tolto lo scudetto assegnatole ingiustamente. L'uccellino di Del Piero con una sportività tutta bianconera invece ribatte sul solito argomento "Siam tutti ladri, visto che abbiam rubato meglio lo scudetto ce lo meritiamo"
Strano concetto di merito.

mercoledì, marzo 10, 2010

Consigli per gli acquisti



Vediamo la rosa di quest'anno:

Julio Cesar, preso a 26 anni
Maicon, preso a 27 anni
Lucio, preso a 31 anni
Samuel preso a 28 anni
Santon, preso dalle giovanili
Cambiasso, preso a 25 anni
Zanetti, preso a 22 anni
Stankovic, preso a 26 anni
Sneijder, preso a 25 anni
Milito, preso a 30 anni
Eto'o, preso a 28 anni.

Le riserve sono:

Toldo, preso a 30 anni
Cordoba, preso a 24 anni
Materazzi, preso a 28 anni
Chivu, preso a 27 anni
Muntari, preso a 22 anni
Thiago Motta, preso a 27 anni
Balotelli, preso dalle giovanili
Pandev, preso a 27 anni.

Se richiesto di individuare quali sono i giocatori che fanno la differenza nell'Inter potrei dire Julio Cesar, Maicon, Sneijder, Balotelli, e sarei ingiusto forse verso altri che si fanno un mazzo tanto.

Ecco, questi secondo me sono dati oggettivi che spiegano più di tanti discorsi stereotipati perché l'Inter oggi vince.

martedì, febbraio 23, 2010

Fastidiosi


Le fredde cifre:
  • 1 Giornata di squalifica a Cordoba, per il cartellino rosso;
  • 1 giornata di squalifica + diffida a Samuel, per il giallo + rosso;
  • 2 giornate di squalifica a Muntari, per le frasi ingiuriose rivolte agli assistenti al momento della sostituzione;
  • 2 giornate di squalifica a Cambiasso per aver tentato di colpire con un pugno un avversario (Pozzi) nel tunnel del sottopassaggio;
  • 3 giornate di squalifica a Mourinho, per aver protestato platealmente contro le decisioni dell'arbitro (il gesto delle manette, che io francamente non ho capito che ingiuria rappresenti), per aver ingiuriato l'arbitro (che ha risposto due volte "non ho niente di cui vergognarmi", ma non ha cacciato Mourinho e l'ha lasciato finire la partita in panchina) e per aver protestato contro gli inviati della Procura Federale (tre, invece dei due che sono vicino alla panchina della altre squadre).
Ora, questi possono benissimo essere dati che dimostrano una fredda imparzialità e una stretta attenzione al regolamento e alla giustizia sportiva, ma anche no.

mercoledì, febbraio 10, 2010

La tratta degli schiavi


Le disavventure recenti della Lazio e di Lotito mi danno occasione di scrivere due cose sul calcio e l'economia.

Lotito senza dubbio ha cercato di condurre una società calcistica come fosse una società normale, ovvero senza considerarla un pozzo senza fondo utile solo ad operazioni di marketing e riciclo di denaro ma cercando di fare mosse oculate dal punto di vista economico. Dopo la gestione Cragnotti la differenza era tangibile. Il tentativo era quello di prendere giocatori bravi ma non stelle e pagarli il giusto (Rocchi, il capitano, fu messo quasi fuori squadra perché voleva passare da 950.000 euro di stipendio a un milione, Lotito non gli concesse la cifra tonda).
Questo approccio, simpaticamente donchisciottesco, si è scontrato però con il mondo reale e nello specifico con il mercato dei calciatori dopo la sentenza Bosman.

Io comprendo che passare da un regime da servo della gleba, il club proprietario del diritto di lavorare di un giocatore, a un regime nel quale i calciatori sono dei normali lavoratori sogggetti solo ad un contratto possa essere destabilizzante per le finanze di una società che iscriveva a bilancio i calciatori come dei beni, ma sono passati 15 anni dalla sentenza e quindi ci si aspetta un po'di organizzazione.
Invece regna l'espediente, ovvero la pratica strana che prevede di fare un contratto ad un giocatore di un anno più lungo di quanto lo si vuol tenere e farsi pagare da un'altra società la presunta rottura di contratto. In questo modo si continuano a "comprare" e "vendere" calciatori come prima.

E torniamo alla Lazio. Pandev, Ledesma e De Silvestri erano tre giocatori sotto contratto con la Lazio che sono andati da Lotito a chiedere più soldi, consci di avere un buon mercato. Lotito ha risposto picche e li ha messi fuori rosa, ovvero gli ha fatto perdere mesi di lavoro. In un'azienda normale questo è considerato mobbing, e per me rimane una pressione indebita verso un proprio stipendiato,  anche in una squadra di calcio, nonostante un operatore di call center stia peggio di un giocatore che guadagna un milione di euro netti l'anno.
Anche dopo gesti così clamorosi stava per andare bene a Lotito: è riuscito a vendere De Silvestri alla Fiorentina. Sicuramente però Ledesma lascerà la Lazio per poco, Pandev ha ottenuto la rescissione del contratto e la Lazio terzultima probabilmente con una gestione migliore dei proprii dipendenti avrebbe potuto fare meglio in campionato. Un bilancio che è una sconfitta per Lotito.

Come conclusione due auspici: che non si trattino i giocatori come merce e che le società trovino forme di finanziamento diverse dalla tratta degli schiavi.